IL PALLONE D'ORO TASCINI: "SULLE ORME DI TARPANI"


«Come ci sveglia dopo aver vinto il Pallone d’oro? Un po’ intronati perché ho esagerato a cena con il vino». Un Pallone d’oro però val bene un bicchiere in più. Soprattutto se hai nel tuo direttore sportivo l’autista giusto per una serata. E per stavolta va bene anche tornarsene con la Freemont di Filippo Montori,nonostante all’uscita dal ristorante qualcuno avesse fatto un pensierino sullaPorsche di Zaccheroni. «Sono ragazzi» direbbe qualcuno. Un ragazzo di 23 anni che con i suoi 16 gol è riuscito a battere la concorrenza di Gianluca Porricelli, uno che di gol ne ha firmati 27 in campionato vincendo anche la coppa. A trionfare nella settima edizione del Pallone d’oro del calcio umbro, al Centro Congressi Quattrotorri di Ellera, è Alessandro Tascini con 26 voti rispetto ai 15 del puntero del Città di Castello e ai 7 di Manuel Candelori, attaccante della Voluntas Spoleto. «Quando siamo rimasti io e Porricelli aspettavo solo l’annuncio per stringergli la mano. Quando invece ho sentito il mio nome sono rimasto a bocca aperta». A farsi sentire c’hanno pensato i tifosi speciali del Tascio: il ds Montori, gli amici Quartucci, Oreto e Brustenga, i compagni Fornetti, Riommi, Lepri e Tarpani. Già, Tarpani, più di un amico. «Il messaggio che mi ha mandato prima di andare a letto è da brividi. Lorenzo per me è un modello in tutto.Adesso voglio anche provare ad imparare a giocare a tennis. Meno che all’amore, per il resto facciamo tutto insieme». Arianna insomma ha di che stare tranquilla, e come lei Michela, la moglie di Tarpani, presenti anche loro a dar man forte al Tascio fan club. «Voglio ringraziare davvero tutti i miei compagni, la mia famiglia e la mia fidanzata Arianna. Questo premio lo dedico a loro con una citazione speciale per mio fratello Edoardo che mi segue dappertutto». Il buon Edoardo allora dove dovrà andare la domenica per seguire il fratellone? «È una bella domanda. Non so nulla davvero. Spero, come penso sia logico, di poter salire di categoria. Ma non so nulla. Io penso solo a continuare ad allenarmi comunque insieme a Lorenzo (Tarpani ndr). Con lui non ti fermi mai ma se vuoi segnare anche a 39 anni devi fare così». Ma Tarpani non ne ha 40? «Li compie il 16 ottobre. Ancora ne ha 39 e guai a dirgli che ne ha 40». Intanto, aspettando una chiamata dalla D o dalla Lega Pro, Tascini ha trovato il suo procuratore. «Ieri sera (giovedì ndr) mentre stavamo festeggiando a cena al Vizio, Lepri si è offerto di farmi da procuratore con tanto di investimento iniziale. Il problema però è sempre quello: le bevande le pagava il sottoscritto». Ma i brindisi non finiscono qui... «Offrirò una cena adesso e credo sia il minimo. Mi manderanno in bancarotta ma per un trofeo così si può anche fare...». Intanto il cellulare squilla a suon di messaggi di complimenti. Ma ce ne è uno di quelli da conservare: «Mi ha fatto i complimenti Claudio Missaglia (vincitore nel 2011 ndr). In pratica non ci conosciamo neanche e siamo stati avversari quest’anno. Lo ringrazio, mi ha fatto davvero piacere». Ma c’è un allenatore che Tascini vuole ringraziare? «Tutti quelli che ho avuto e non è retorica. Da Conti fino a Cruccolo che mi ha fatto debuttare in prima squadra. Ecco, due parole in più le spendo proprio per Cruccolo». Ma la scaramanzia di Tascini qual è? «Ce ne ho mille. Ne dico una su tutte: il sabato sera, prima di ogni partita, mangio un po’ di crema catalana». Ma salire di categoria vorrebbe dire giocare senza Tarpani. «Questo è il problema infatti. Ma andremmo comunque a cena insieme dopo la partita come facciamo sempre». Del resto che Simba sarebbe senza Re Leone? LA CARRIERA Alessandro Tascini nasce a Todi il 29 febbraio 1992. «E che ci fosse qualcosa di strano bisognava capirlo subito». Inizia a giocare a 5 anni a Fratta Todina, a due passi da casa. A 11 anni passa al Todi. «Da piccolino segnavo veramente tanto. Una sera così mi ricordo che venne a casa mia Luca Rossini, all’epoca responsabile del settore giovanile, insieme ai genitori di Lorenzo Lepri, che conoscevamo i miei genitori, e Lorenzo». Tascini passa così al Todi dove compie tutta la trafila del settore giovanilevenendo anche convocato da Luciano Mancini nella Rappresentativa Juniores regionale per il Torneo delle Regioni di Fiuggi. Il debutto in prima squadra nel 2009-2010 con Cruccolo in panchina e il Todi che conquista la promozione in serie D. Poi il passaggio alla Nestor, dove va in prestito, in Eccellenza firmando 3 gol. Nella stagione successiva resta con i marscianesi segnando 6 reti. Nel 2012-2013 torna a Todi, in serie D, mettendo a segno solo una rete saltando praticamente tutta la stagione per la frattura al piatto tibiale. Lo scorso anno in Eccellenza 15 reti per lui, bottino migliorati in questa stagione che ha chiuso con 16 centri all’attivo.

FONTE IL GIORNALE DELL'UMBRIA Sabato 30 maggio 205 di Nicola Agostini


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