TODI VERSO GLI SPAREGGI


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Andiamo alla scoperta del Monticelli

ASCOLI PICENO – La piccola grande storia di un quartiere (indubbiamente popoloso ma pur sempre un quartiere) di Ascoli Piceno, arrivato fino al sogno della D. Ecco il Monticelli (colori sociali bianco-azzurri) dei miracoli come molti lo hanno definito che affronterà il Todi nel primo turno degli spareggi-promozione che valgono la D. Squadra tutta ascolana che attinge a piene mani dal settore giovanile dell'Ascoli Picchio, squadra con cui è legata a doppio filo. Non solo la finale playoff disputata al Del Duca ma anche tantissimi giovani provenienti dal settore giovanile bianconero, sono approdati alla corte di Nico Stallone (nella foto), altra storia tutta da raccontare. Ex difensore roccioso del Picchio negli anni della serie A, poi la svolta politica con il ruolo di Assessore allo Sport del comune piceno, ma anche dirigente in bianconero con un ruolo da responsabile del settore giovanile. Al Monticelli arriva in estate nel ruolo di allenatore, affiancato da Mauro Iachini, fratello di Beppe, tecnico del Palermo. Insomma tanta esperienza nella cabina di comando.

In campo la squadra poggia le basi sui tanti giovani promettenti ma soprattutto su una ricerca continua del pressing e della profondità, marchi di fabbrica di Stallone nel suo classico 4-3-3. Difesa imperniata centralmente su Sosi (ex professionista, un lusso per la categoria) in coppia con Adamoli o Filipponi (quest'ultimo alla Fermana ad inizio stagione); il ruolo di esterno sinistro è di Fabio Monaco, protagonista nella battaglia in semifinale playoff con il Montegiorgio, con un gol in pallonetto dai 50 metri.

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In mediana l'esperienza è data da Alievic, slavo ma ormai ascolano acquisito con tanta esperienza in categoria con Truentina e Atletico Piceno. Ai suoi fianchi si alternano molti giovani, su tutti Battilana (classe '94) e Gesuè (classe '96). In avanti il bomber della squadra è Claudio Cacciatori, protagonista anche nella finale con il Tolentino (8 gol stagionali per lui) con ai lati Petrucci (mancino di grande talento ma anche di grande discontinuità) e Rega, origini partenopee ma ormai ascolano doc. Difficile comunque individuare un undici standard considerando che a Stalone piace mischiare la carte con grandissima frequenza: altro elemento sono i ben 11 giocatori diversi andati in gol. Da tenere in grande considerazione il trequartista Grilli, l'esterno destro Poli (classe '95) o l'altro centrocampista Traini (classe '96) tutti prospetti interessanti.

Tutta da raccontare la storia di Daniele Fliaggi: 24 anni da compiere, lo scorso anno grande protagonista nella cavalcata vincente del Monticelli, trascinato con prestazioni e gol fino al successo nei playoff con la Dorica Torrette (parliamo di Promozione) e l'accesso per la prima volta nella storia in Eccellenza. In estate arriva la chiamata del Piacenza (serie D) agli ordini di Monaco: occasione della vita che inizia bene in precampionato ma si conclude anzitempo per un brutto infortunio al ginocchio. A dicembre torna al Monticelli, casa sua (altro ascolano doc), per curarsi dall'infortunio. Torna in campo a poche giornate dal termine ma i suoi gol sono decisivi, non per il successo finale (andato alla Folgore Falerone) ma per conquistare la piazza d'onore e anche nei playoff in semifinale. Utilizzato part-time, non ha il ritmo partita, può essere devastante in avanti.

Altra storia da raccontare quella di Fabio Menchini, classe 1984, lui ha sempre giocato con il Monticelli fin dalla Seconda categoria: un jolly utilissimo che rientra dopo la squalifica. Non è titolare ma la bandiera della squadra, una sorta di Paolo Maldini del Monticelli

Chiudiamo con l'annosa questione del campo di gioco. Il loro terreno di gioco casalingo è quello del Velodromo di Monticelli, fondo sintetico ma dimensioni ridottissime: impossibile giocarci in Promozione ed Eccellenza. Dall'anno scorso giocano al Monterocco (con un breve passaggio al centro sportivo Città di Ascoli, attualmente chiuso) anche qui fondo sintetico, misure regolamentari seppur al limite ma problema per le tribune che hanno una capienza di 200 posti. Per questo motivo la finale playoff che hanno disputata in casa ha avuto come teatro il Del Duca: per il match con il Todi, quasi impossibile il Monterocco, difficile il Del Duca, si parla di una scelta intermedia come ad esempio lo stadio di Castel di Lama, fondo erboso, già protagonista per molti anni in D nelle ultime stagioni con la Truentina.

Fonte: www.umbriaingol.it


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